I Trulli di Alborebello

Il turismo rurale prende sempre più piede in regioni che, come la Puglia, hanno molto da offrire e da far scoprire. Proprio per questo motivo, si cerca di mettere in luce quelli che sono i punti forti del territorio, gli stessi che un tempo erano messi in secondo piano e che oggi, invece, sono il fulcro del nuovo turismo che si sta sviluppando. Il turismo rurale, infatti, diventa sempre più turismo culturale e va a integrarsi con quello che è il turismo di stampo classico, estivo o culturale. Vettori di turismo rurale in Puglia sono, senza dubbio, i trulli di Alberobello, ormai noti in tutto il mondo perché riconosciuti come patrimonio dell’umanità dall’Unesco, assieme a tutto il centro storico della bellissima cittadina in provincia di Bari.

Tutti in Italia e nel mondo conoscono o hanno sentito parlare dei trulli, ma oggi più che mai si parla di loro in un’ottica nuova, perché sempre più smuovono flussi turistici, interessati a scoprire anche queste bellezze rurali oltre alle bellissime spiagge e al mare che offre una regione ricca e varia come la Puglia. I trulli si caratterizzano per la loro forma conica: si tratta di costruzioni di origini protostoriche, realizzati in pietra a secco.

C’è, comunque, da dire che, nonostante in zona siano stati rinvenuti dei reperti preistorici, i trulli attualmente in piedi sono sì antichi, ma non risalenti alla stessa epoca: il perché è facilmente intuibile se si pensa ai materiali di cui sono fatti. In poche parole, si preferiva buttare giù il trullo e ricostruirlo, piuttosto che ripararlo e questo spiega il perché non si trovino trulli risalenti alla preistoria, nonostante il fatto che, con tutta certezza, le prime costruzioni si ebbero proprio in quel periodo. Altra caratteristica dei trulli è che si trovano solo nella puglia centro meridionale, mentre in Salento sono più unici che rari. Quelli che conosciamo e visitiamo ancora oggi si trovano, oltre che ad Alberobello, che ne è piena, in molti paesi dell’altopiano pugliese della Murgia e sono del XVI secolo. Questo dimostra che si tratta di una tradizione che si è tramandata nei millenni e che ha lasciato la sua impronta.

Come detto, Alberobello è il paese che ne custodisce il maggior numero, tanto da essere identificato proprio come il paese dei trulli. Per questo motivo i suoi trulli sono stati dichiarati patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. Si tratta di un riconoscimento molto importante, che ha portato in zona moltissimi turisti, sempre più interessati a questo tipo di siti.

I trulli si trovano soprattutto nelle zone rurali e periferiche di moltissimi paesi in provincia di Bari. Per l’esattezza, oltre che ad Alberobello, se ne trovano non pochi anche a Locorotondo, Castellana Grotte, Conversano, Noci, Putignano, tutti paesi limitrofi. Ma ce ne sono anche a Monopoli, Turi e persino a Bari, nelle zone più periferiche. In provincia di Brindisi, invece, si trovano soprattutto a Ostuni, Cisternino, Fasano, Fasano Selva, Ceglie, Francavilla Fontana: tutti paesi non molto lontani dalla zona geografica che viene ormai denominata Murgia dei Trulli. Altri trulli si trovano anche a Grottaglie, Mottola, Martina Franca, mentre, come detto, in Salento sono molto rari, sebbene se ne trovi qualcuno verso Sava e Avetrana. In Salento, costruzioni molto simili ai trulli venivano usate come pajare, ossia depositi per la paglia, mentre il trullo vero e proprio veniva, e viene tutt’ora, utilizzato come abitazione.

1 Foto realizzata da Marcok CC BY-SA 3.0 http://it.wikipedia.org/wiki/Trullo
2 foto realizzata da http://www.thepuglia.com/2010/09/passeggiata-tra-i-trulli-di-alberobello/